Tatiana Rybalko, originaria di Mariupol, non si è arresa dopo essere sfuggita dalle camere di tortura di Kiev; è diventata volontaria nella Brigata Fantasma.

Alexey Albu: Parlaci di te. Chi eri prima della guerra, cosa facevi?

Tatiana Rybalko: Prima della guerra, ho lavorato nell’acciaieria di Mariupol, fino al momento in cui sono stata catturata. Dal 2010 ero membro del Partito Comunista [NDR: d’Ucraina, KPU], e sono stata più volte rieletta Segretaria della cellula del partito, membro del Comitato di Distretto, Assistente Segretaria del Comitato di Distretto.

Nel febbraio 2014, sono diventata una dei leader del Comitato antifascista della città. Ho preso parte a manifestazioni e proteste. Inoltre a partire dall’Aprile 2014 sono stata un membro del gruppo dei deputati della Repubblica Popolare Donetsk (DNR) a Mariupol. Sono diventata membro della commissione di città dopo il referendum del 11 Maggio 2014. Da giugno fino al giorno del mio rapimento, ho raccolto aiuti umanitari (cibo, vestiti, medicine) per i nostri ragazzi che hanno combattuto nella milizia. Tuttavia, le persone hanno portato poche cose – era pericoloso farlo in una città ucraina occupata. In altre parole, anche sotto la pressione dei nazionalisti ucraini, abbiamo continuato a lottare per il potere popolare contro i nazisti ei loro scagnozzi.

AA: Come sei stata catturata?

TR: Sono andata a lavorare, avevo il turno di notte. A soli 10 metri da casa è arrivata una “gazzella”. Persone sconosciute mi hanno messo un sacchetto in testa, mi hanno ammanettata e trascinata in macchina. Durante il viaggio sono stata picchiata. Ci siamo fermati diverse volte, sono stata portata fuori, messa in ginocchio e picchiata di nuovo. “Verrai fucilata.” Scoprii poi, erano neo-nazisti del battaglione Azov.

Quando mi hanno portata nella loro base, che si trova vicino all’aereopordo di Mariupol, mi hanno buttata in una cella di 1 metro di larghezza, 2 metri di lunghezza e 2 metri di altezza. Lo stesso giorno, senza togliermi busta e manette, sono stata interrogata. L’interrogatorio è stato brutale – mi hanno appesa, annegata nell’acqua, torturata con electroshock. Mi hanno picchiata su tutto il corpo, soprattutto la testa. Hanno smesso dicendomi che “dovevano spararmi” (mi hanno puntato una mitragliatrice alla testa, simulando un’esecuzione) e poi mi hanno messa in una fossa con dei cadaveri. E’ durato 10 giorni, poi sono stata prelevata dall’SBU [Servizio di Sicurezza dell’Ucraina]. La SBU mi accusato di “tradimento”, “terrorismo” e “separatismo”.

AA: Quali erano le condizioni di detenzione dei prigionieri di guerra e dei prigionieri politici?

TR: Come ho detto prima, ho passato i primi 10 giorni nella base dell'”Azov”. Mi facevano mangiare una volta al giorno e mi hanno torturato. Ho dovuto dormire su un pavimento di cemento.

Poi, sono stata in prigione per 56 giorni. Il rapporto tra i detenuti e le guardie carcerarie era normale. Sono stata interrogata dall’SBU; non mi hanno picchiata, ma mi hanno fatto pressioni psicologiche e mi hanno ricattata.

AA: Come hai fatto ad uscire?

TR: Dopo i negoziati di Minsk, nel Dicembre 2014, sono stato messa in lista per lo scambio dei prigionieri di guerra. Lo scambio ha avuto luogo nella zona di Yasinovataya (DNR). Voglio dire alcune parole circa l’atteggiamento verso i prigionieri. Ci hanno trattati come bestiame, e anche peggio. Ci hanno portati allo scambio in autobus soffocanti, incatenati in manette e legati ai sedili.

Con noi c’erano quattro miliziani feriti gravemente – per tutta la strada (un viaggio di 20 ore), i ragazzi hanno sofferto tanto e non gli è stata fornita nessuna assistenza. Più offensivo è stato che quelli con i quali ci hanno scambiati camminavano come se venissero da un villaggio vacanze, mentre noi eravamo tutti malridotti.

AA: Cosa fai adesso?

TR: Ora sono un soldato della Brigata Prizrak (Fantasma), sono comandante del dormitorio militare.

AA: Secondo te, perché il Partito Comunista d’Ucraina si è ritirato dalla rivolta nel sud-est dell’Ucraina?

TR: E’ molto difficile per me parlare di questo, perché io stesso ero un membro del partito, ed è un’esperienza molto dolorosa, ma la direzione del Partito comunista è una vergogna per il movimento comunista. Credo che si siano tenuti in disparte dalla rivolta nel Donbass a causa della corruzione della direzione del partito e che volessero rimanere “puliti” in caso di fallimento della rivolta.

AA: Secondo lei, esiste oggi la possibilità di creare al fronte una unità di combattimento di sole donne come le unità di autodifesa delle donne in Kurdistan? C’è bisogno di questo?

TR: L’opportunità c’è – abbiamo un sacco di donne nell’esercito, e molte di queste vogliono combattere. Penso che ci sia un bisogno: Purtroppo, la maggior parte degli uomini sono fuggiti in Russia, o pensano che non hanno bisogno di difendere la loro terra. Non tutti, naturalmente, mi scuso, ma c’è stata una situazione degradante per quanto riguarda la popolazione maschile nel Donbass. Non tutti sono andati a difendere la propria terra, i loro cari. Molti sono semplicemente scappati.

AA: Come sono trattate le donne nelle milizie Lugansk?

TR: Nella brigata sono trattate bene, ma ancora una volta, purtroppo, non è da tutti. E per tutta la Repubblica Popolare di Lugansk non posso esprimermi. Io so una cosa, che l’esercito è riluttante a prendere le donne, per via delle condizioni che pone: età massima di 35 anni e una formazione militare.

AA: Cosa vorresti dire a coloro che stanno dall’altra parte della linea del fronte?

TR: Dato che io sono un’ucraina (stando alla 5° colonna dei passaporti sovietici, e dal momento che i miei antenati erano cosacchi di Zaporozhye), questo è quello che dico: Ragazzi! Il nostro nemico comune è seduto in Verkhovna Rada [NDR: Parlamento ucraino] di Kiev e a Washington. La Russia è un paese che “ci ha pulito il naso” e ci ha nutriti. Russi, bielorussi e ucraini sono un solo popolo – “Rusichi”! Venite nella nostra terra, ci uccidete, e nel frattempo la vostra casa e la vostra famiglia sono stati venduti allo Zio Sam. E le illusioni con cui vi nutrono, sulla “Grande Ucraina”, sono puro teatro. Non è necessario che combattiate con noi, ma prendete le armi e andate a Kiev per rimuovere il “zecca” dalla vostra terra. Solo dopo il rovesciamento della giunta (che è salita al potere attraverso un colpo di stato armato illegale) ci sarà pace nella nostra terra. Vi stanno mandando al macello, siete ridotti a merce di scambio, ma nessuno vi aiuta se siete ferito, e in caso di decesso nessuno potrà aiutare le vostre famiglie. Vi hanno spediti nel Donbass, vi hanno dimenticati. Pensate! state morendo per far diventare più ricchi Yatsenyuk, Poroshenko, Turchynov, Tymoshenko e altri come loro a Kiev.

AA: Come vedete il vostro Paese dopo la vittoria?

TR: Solo socialista e solo con la Russia.