Ancora una volta a proposito di Jelobok, o è meglio che veda tu stesso

9 giugno: In relazione alle recenti indiscrezioni impanicate sui social media che sostenevano che la Brigata Prizrak si fosse arresa a nord di Jelobok dopo pesanti combattimenti, voglio dire ufficialmente: #ЖелобокНаш! [JelobokÈNostra!]

Vero, dopo la battaglia, la maggior parte del villaggio sembra così:

E i vicoli tra le case distrutte sono disseminate di colpi di tutti i calibri:

Vicino le ultime case ai bordi del villaggio, ci sono i trofei degli Ukrops, che i “cavalieri” hanno abbandonato dopo la precipitosa fuga.

Tuttavia, non tutti gli “schiavisti” sono riusciti a fuggire sulle proprie gambe. A giudicare dalla quantità di sangue sui vestiti abbandonati e sulle munizioni, invece di seicento ettari di terra del Donbass, alcuni dovranno accontentarsi di soli due metri:

 

L’ultimo Ukrop, trovato a Jelobok oggi, è stato preso in custodia con la mediazione dell’Unione dei Veterani Afghani, per il trasferimento ai nostri “cari partner.”

In generale, la situazione al fronte può essere descritta come stabile-pesante. Gli Ukrops sanno del loro vantaggio in manodopera e armamenti, ma finora non hanno raggiunto risultati significativi. Dal momento che la “zona grigia” non esiste più, e la guerra, dalla fase “pacifica” della guerra del 2016 con i bombardamenti dalla lunga distanza, si sta rapidamente tramutandosi in una guerra caratterizzati da combattimenti ravvicinati, come nella Prima Guerra Mondiale, con una solida linea di difesa e il fuoco giornaliero delle armi anticarro.

PS: Togliendomi il giubbotto antiproiettile e la maglietta sudata, ho provato a ricordare con difficoltà chi è stato il primo a pronunciare la frase: “Sono troppo vecchio per queste stronzate”. Ma, a giudicare dalle facce felici della nostra gente, l’ultima generazione sovietica è ancora perfettamente in grado di infliggere colpi dolorosi ai criminali nazisti banderisti. La nostra causa è giusta, e la vittoria sarà nostra!

Traduzione di Voxkomm da RedStarOverdonbass (Greg Butterfield), diario di Alexey Markov

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